Effetti della biostimolazione sulla fotosintesi di Vitis vinifera L.: risvolti ecologici

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uva

Introduzione

Tra le sfide più difficili che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi decenni vi è la transizione ad un’agricoltura di tipo ecocompatibile. Attualmente, infatti, il settore agricolo è tra i più inquinanti ed è responsabile di diverse tipologie di degradazione ambientale. Sebbene risulti inevitabile che la produzione agricola debba mantenersi elevata per soddisfare il bisogno alimentare di una popolazione umana mondiale in pieno accrescimento demografico, diversi studi scientifici cercano di proporre e migliorare delle alternative alle attuali tecniche di coltura in modo tale da fornire nuovi strumenti per una sostenibilità degli agroecosistemi e dell’ambiente.

Abstract

Durante il XX secolo, la diffusione di tecniche e sostanze innovative in grado di migliorare la resa degli agroecosistemi ha dato origine a diverse problematiche ambientali come perdita di biodiversità, frammentazione degli habitat, deforestazione, rilascio di grandi quantità di gas serra, eutrofizzazione.
La transizione a tecniche agronomiche ecosostenibili diventa impellente nell’ambito delle produzioni locali del Mezzogiorno, che fanno della salubrità dell’ambiente un elemento fondamentale per garantire la tipicità dei prodotti agricoli.
Nello specifico, lo stato di buona salute del territorio è fondamentale nella produzione vinicola dell’Irpinia che vanta etichette apprezzate in tutto il mondo: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino.
Nell’ambito della viticoltura, la lotta alle malattie crittogamiche è portata avanti, già da tempi antichi, tramite composti a base di rame o di zolfo che minacciano la qualità ambientale.
Questo studio ha come obiettivo quello di paragonare gli effetti che possono avere sulla fotosintesi di V. vinifera L. cv Aglianico varie concentrazioni di fungicidi cuprici con o senza l’applicazione di un biostimolante biodegradabile ed ecocompatibile.
I parametri adoperati sono stati la massima efficienza fotochimica del fotosistema II (Fv/Fm), il contenuto totale di pigmenti fotosintetici e le caratteristiche fogliari funzionali.
I risultati hanno mostrato un incremento del parametro Fv/Fm e del contenuto di clorofilla e carotenoidi.
L’approfondimento delle dinamiche relative all’azione del fitostimolante sui processi fotosintetici in sinergia con lo studio volto a renderne più efficiente la composizione chimica potrebbero rendere la biostimolazione una tecnica adoperabile per ridurre l’apporto di fungicidi a base di rame ad elevato impatto ambientale.